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Come sono diventato un franchisor

Ci sono due modi per diventare franchisor:

  1. Farsi il mazzo per sviluppare un concept nel settore retail che funziona talmente bene da essere un peccato non vederlo in ogni angolo del pianeta.
  2. Scoprire il funzionamento del franchising per caso e, in mancanza di un progetto valido, fare in modo di lanciare un concept qualsiasi con il solo obbiettivo di raccogliere quante più fee d’ingresso possibili per poi fuggire e lasciare gli affiliati con un pugno di mosche.

Era il 2009, ero un commerciale nel settore del tabacco con pochi soldi in banca ma un chiodo fisso che mi accompagnava fin dall’adolescenza, diventare imprenditore.

Navigando sul web alla ricerca di idee che non richiedessero un grande investimento iniziale, scoprii che negli USA ed UK era nato un business per il quale delle aziende attraverso un sito web valutavano il tuo cellulare usato e lo acquistavano in contanti. Era l’epoca poco prima della nascita degli smartphone nella quale la Nokia e la Motorola la facevano da padroni sul mercato della telefonia mondiale.
A quel tempo non esisteva il concetto di cellulari usati in Italia ma sapevo che prima o poi sarebbe arrivato anche da noi per cui capii che quella poteva essere l’idea giusta per partire, e mi buttai.

Feci realizzare un sito web e nel frattempo passavo le giornate (e le notti) per carcare di capire queste aziende estere che cosa ne facessero dei cellulari usati che ritiravano. Scoprii dopo qualche settimana di ricerche che venivano rivenduti nei paesi in via di sviluppo dove venivano rigenerati e reimmessi sui loro mercati.

Bingo, trovato il primo acquirente il progetto prese il via. Nacque così alla fine del 2009 il Celluvale, la prima piattaforma online per l’acquisto e vendita di cellulari usati in Italia.

Avevo allestito un piccolo ufficio e deposito a Campagna (SA), la città dove abitavo, e non ci misero molto le voci a girare nel mio paese relative ad un pazzo (il sottoscritto) che aveva un giro di cellulari usati. Cominciò così un via vai di persone che sempre più insistentemente mi chiedeva di poterli acquistare, tanto che ad un certo punto mi trovai in difficoltà nella gestione delle attività online.

Decisi quindi di aprire un piccolo negozio di 20 mq per servire in modo separato le richieste di acquisto. Il successo fu immediato tanto da dover ingrandire il negozio dopo solo 6 mesi.

Alcuni clienti facevano anche 200km per venire nel nostro negozio (cose da pazzi) così iniziarono anche a chiedermi se fosse possibile aprire negozi simili anche da loro perchè non ne esistevano. Capii che poterva nascere qualcosa di importante e nel 2013 decisi di mettermi a studiare da franchisor per essere preparato ed in grado di aprire con il franchisiong altri punti vendita in altre città.

Ad oggi, Dicembre 2019, Celluvale è diventato Phonup ed a quel piccolo negozio di Campagna se ne sono aggiunti oltre 60 in 4 nazioni di 3 continenti diversi. In più nel 2019 ho creato un secondo progetto chiamato Matassa nel settore food and beverage con il quale apriamo ristoranti di pasta fresca italiana ed asiatica.

Creare e gestire un singolo punto vendita, seppur di successo, è un lavoro completamente diverso da quello di franchisor. Io per natura sul lavoro sono un perfezionista e mi piace sviluppare al massimo ogni mia iniziativa dedicandomi anima e corpo alla ricerca e sviluppo del progetto, ma questo comporta un notevole impegno sia intermini economici che in termini di tempo dedicato al lavoro.

Diventare franchisor richiede un investimentio iniziale importante che molto spesso serve a rimodulare completamente i processi e le procedure del tuo punto pilota che quasi mai sono adatti ad essere replicati e scalati con altri punti vendita affiliati.

Diventare un franchisor è un processo irreversibile perchè quando hai degli affiliati allo stesso tempo ti assumi degli obblighi nei loro confronti che devi rispettare per la durata del contratto

Diventare franchisor non ti arricchisce nel breve periodo perchè tutti i soldi che incassi in termini di fee d’ingresso iniziali e royalties ti servono reinvestirli nel tuo marchio in termini di gestione e promozione.

Oggi i markettari parlano sempre di mission e vision di un’azienda. Per me la mission di un franchisor dovrebbe essere quella di creare un punto pilota che funzioni davvero bene ed una vision che consente di replicare quel successo in tutti i punti vendita a quel marchio, a maggior ragione se affiliati.

Ci sono solo due modi per diventare franchisor, a te la scelta.

Gerardo Taglianetti

Sono un franchisor fondatore dei marchi Phonup e Matassa, nati con passione italiana ma con una visione internazionale.
Ho deciso di condividere la mia esperienza sul franchising e sul retail con tutti quelli che vogliono entrare in questo mondo come imprenditori, sperando di poter aiutarne qualcuno ad evitare tutti quegli errori che ho commesso io durante il mio cammino.
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Gerardo Taglianetti

Sono un franchisor fondatore dei marchi Phonup e Matassa, nati con passione italiana ma con una visione internazionale.
Ho deciso di condividere la mia esperienza sul franchising e sul retail con tutti quelli che vogliono entrare in questo mondo come imprenditori, sperando di poter aiutarne qualcuno ad evitare tutti quegli errori che ho commesso io durante il mio cammino.